Il quobba

Nella penisola di Chulux viveva il quobba, un animale simile al nostro cane, ma sottile e lunghissimo. La somiglianza con il cane comune la si poteva quindi scorgere solo in circostanze ben precise, ossia guardando l’animale di lato, e quando questo si accovacciava, arrotolandosi su se stesso durante il sonno. Da altre angolature e in altre posizioni l’animale appariva più somigliante a una sorta di anguilla, o un millepiedi striminzito, o ancora una gigantesca tenia. L’animale era descritto all’interno della decima edizione dell’enciclopedia britannica, che citava il dr. Sprautz, stimato biologo e viaggiatore di fine ottocento, come suo scopritore. L’emerito studioso era sceso nei minimi dettagli nella descrizione di questa bizzarra specie di animale, allegando ai suoi appunti minuziosi disegni a china di grande valore artistico. Si trattava con precisione del manto cangiante, degli otto cuori atti a pompare un sangue verdognolo attraverso quel lungo corpo, delle antenne flessuose e di una sorta di proboscide presente sul dorso, a probabile funzione riproduttiva. Gli elementi erano talmente abbondanti, che il quobba occupava nell’enciclopedia più spazio di altri animali ben più conosciuti, come ad esempio lo sparviero o il drago di Komodo. Questa ricca descrizione era però presente solo nella decima edizione di quel famoso libro, perché invece, in quella successiva, del quobba non era più fatta menzione alcuna; ad occupare le sue pagine c’era invece la voce sulla storia del dr. Sprautz, che da celebre scienziato, era stato declassato a famigerato ciarlatano, per aver diffuso la menzogna dell’esistenza del quobba e di molti altri animali inesistenti.

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