Negli anni ‘80 Verona era detta la Bangkok d’Italia, capito? e non certo per il riso fritto o per quelle zuppe a base di latte di cocco che ti fanno stare sul cesso tre giorni – ma per la droga capito? Perché ne girava a quintali, ovunque guardassi c’era della gente che spacciava, rischiavi che ti fermavi a chiedere informazioni e ti trovavi con otto chili di eroina nel bagagliaio che neanche avevi chiesto, ma ne girava così tanta che cosa vuoi che fossero otto chili – e magari finivi che ne provavi un po’ e ciao, eri fregato. E poi mica solo eroina, erano anni che si provava un po’ di tutto – per qualche mese la gente si è masticata delle palline di un allucinogeno che sapevano di caramella mou, ma che ti facevano stare mezza giornata con i capelli dritti a urlare per la gioia di aver visto la Madonna vincere il Gran Premio di Montecarlo e tempo tre giorni iniziavi a perdere le unghie, ma ormai non te ne fregava più niente perché eri fritto ma felice, e avevi ancora negli occhi la Santissima Donna che sbocciava lo spumante bagnando la folla. Manco mi ricordo come si chiamava quella roba lì. Quello che mi ricordo è che il tizio che spostava più roba – quello che dirigeva il traffico di tutta sta droga dall’alto capito? mica uno che stava a piazza delle Erbe eh, uno che si interfacciava con quelli che venivano da quei posti là, i Balcani, l’Afganistan, l’Iran, insomma quelli lì dove la producevano all’epoca – beh ‘sto pezzo grosso era chiamato La Renna e non perché fosse grosso o chessò svedese, o che avesse dei capelli strani o magari la fidanzata zoccola, no, lo chiamavano La Renna perché teneva sempre in testa un cerchietto con le orecchie da renna, come quelli di Natale con le lucine, solo che le lucine non le aveva. Il motivo per cui tenesse sto cerchietto non lo so, e manco nessuno credo gliel’abbia mai chiesto. So che era alto tipo un metro e trenta e forse voleva recuperare centimetri con le corna da renna, ma minchia se faceva paura lo stesso. Lo vedevi e non ridevi, speravi solo che ti smollasse una partita buona e via che filavi il più lontano possibile.
Madonna che tempi. Se ci penso ora mi ribalto sulla sedia – davvero ti chiedi ma che cazzo aveva in testa quel tipo che gestiva metà spaccio d’Europa e poi si conciava in quel modo. Vabbè meglio che non ci penso a quegli anni lì che se no mi torna voglia di una di quelle caramelle mou, che mi ammazzo anche gli ultimi neuroni che mi sono rimasti. Però cazzo chissà che fine ha fatto La Renna di Verona porca puttana. La Renna capito? Dai meglio che non ci penso.
In copertina: “Dispute between Poseidon and Athena fo Supremacy over Attica ” – Michele da Verona