Considerando l’immensità dell’universo e la frattalità delle sue infinite copie possibili in espansione costante, tutto quello che può succedere: succede. Questo significa che, da qualche parte lontano da noi, non solo esiste vita intelligente, ma può esistere vita intelligente il cui corpo è composto da specchietti retrovisori di Fiat Panda modello 4×4 prima serie. Significa che esiste un pianeta dove animali uguali alle pernici, ma enormi e gelatinosi, tessono canzoni su cristalli di graffite rosa. E ancora, esiste un posto in cui una specie di insetti, con moltissime zampe ricoperte di fiori, pratica un rituale di accoppiamento recitando poesie antichissime e per loro bellissime, ma che non sono altro che le canzoni di Albano senza vocali.
Significa anche che in un attimo fortuito lo sguardo di Antonio e quello di X:)£f/ si incrociarono a 234 parsec di distanza. Antonio guardava in alto nel cielo, cercando di identificare il piccione che gli aveva cagato sul parabrezza e X:)£f/, l’alieno fatto di specchietti, fissava l’immensità, riflettendo in una miriade di scintillii bluastri la luce della sua stella.
L’evento non ebbe conseguenze sulla storia dell’umanità, né su quella della popolazione di alieni-specchietto, ma non per questo fu un avvenimento da ignorare, dato che ogni evento eccezionalmente raro si riveste di mistero e di magia. La probabilità che i due sguardi si incontrassero era infatti inferiore a quella della nascita della vita sulla terra, della comparsa dell’alieno-specchietto, delle pernici giganti o dei millepiedi floreali – ma si verificò comunque, riempiendo di un gesto in più questo universo, che alla fine non è altro che un luogo composto da infiniti, continui e ripetuti eventi statisticamente impossibili, ma che si verificano comunque, incuranti della probabilità.