Report annuale.
Siamo nel 2543, e le cose vanno malissimo. È andata perduta la ricetta per il paté di olive, Bergamo continua senza motivo bombardare San Benedetto del Tronto e la cimice asiatica si è evoluta per nutrirsi di intonaco e cemento, rendendo impossibile costruire delle abitazioni che durino più di quindici giorni. La cosa peggiore è però la continua invasione di anziani e malati spediti dal passato. Quei coglioni dei nostri avi del ventunesimo secolo proseguono imperterriti a inviarci i loro centenari e i loro malati terminali, grazie a una macchina del tempo mezza farlocca, che funziona in una sola direzione, permettendo di inviarli ma non di farli tornare indietro. Ogni giorno centinaia di vecchietti e persone con patologie inguaribili compaiono per le strade, arrivando nel futuro con la speranza che si sia trovata la cura per qualsiasi malattia e sia stato scoperto l’elisir di lunga vita. Credo che in quel periodo l’umanità avesse un mezzo delirio sul progresso, fidandosi che la scienza avrebbe trovato una soluzione per tutto. Dalle mie ricerche relative a quei secoli, è forse possibile capirli, e in parte giustificarli, dato che per decenni sembrava che fossero davvero in grado di trovare soluzioni tecniche a tutti i loro problemi, ma poi gli scoiattoli decisero di abbandonare il pianeta e da quando sono scomparsi è stato subito chiaro chi guidasse le sorti del mondo.
Ora ci troviamo quindi senza mezzi a gestire questa invasione dal passato e, per giunta, le persone che arrivano si materializzano in luoghi completamente casuali. L’altro giorno, ad esempio, ne ho trovato uno dentro l’imbottitura del mio materasso e per farlo uscire ho dovuto aprire in due la fodera, motivo per cui da una settimana mi tocca dormire sul divano. E qualche mese fa ho trovato una signora imbaccalita nel reparto surgelati del supermercato, dove era probabilmente arrivata durante la notte, rimanendo poi intrappolata nel frigorifero – tanto per citare due episodi. Oltre ad essere inopportuni e anche spesso pericolosi – per strada è sempre meglio camminare guardando in alto per evitare che te ne caschi uno addosso – quando arrivano hanno anche delle pretese di vario tipo, sia appunto riguardo alle cure mediche, che su aspetti finanziari. All’inizio dell’invasione ci abbiamo messo dei mesi a capire cosa intendessero: molte di queste persone parlavano di “avere maturato degli interessi da urlo” e che i loro “fondi di investimento” li avevano di sicuro resi miliardari. Abbiamo quindi dovuto farci spiegare, con grande fatica, il meccanismo della finanza, per fargli poi notare che l’idea, nel complesso, era abbastanza idiota, e che comunque da secoli era probabilmente stata abbandonata, dato che ormai da tempo il commercio si basa sullo scambio di ghiande, come ci hanno insegnato gli scoiattoli prima di partire per lo spazio. Inutile dire che queste spiegazioni – ora fornite in formato di pamphlet a ogni nuovo arrivato – sono fonte per loro di grosso sconforto, con il risultato che vagano per la città tristi e demoralizzati, attendendo sfiduciati la loro ultima ora e maledicendo i loro consulenti finanziari.
Fine del report.
In copertina: “The March of Intellect” – William Heath