Verderame

Mentre la guerra mieteva le sue vittime oltre lo stretto, l’uomo prendeva il sole sopra l’erba ben tagliata, e si indispettì quando si accorse che la sua pelle cominciava a seccarsi aprendosi in piccole squame biancastre. Si ricordò allora di essersi dimenticato per due giorni di applicare la crema doposole. Preso dalla calura, mentre chi fuggiva dal campo di concentramento annegava in mare riempendosi i polmoni di acqua salata, prese un lungo sorso di birra fresca che lo ristorò moltissimo. Nell’aria riverberava una musica leggera che l’uomo seguiva con un ritmico movimento del piede, musica che si sarebbe di sicuro persa tra le urla e i colpi di mortaio, ma che invece lui sentiva benissimo, nella pace del suo angolo di mondo.

Nel pomeriggio, calato il sole, come la milizia recideva gli arti dei disertori, lui cominciò allo stesso modo a potare i rami disordinati delle rose del giardino, spargendole di verderame.

Un leggero filo di vento gli rinfrescava la fronte ed era lo stesso vento che al di là del mare trasportava l’odore di corpi bruciati.

Finita l’opera di giardinaggio, nello stesso momento in cui un gruppo di generali stava ordinando il bombardamento di un villaggio di capanne, l’uomo si mise in veranda e iniziò a sfogliare il giornale locale venendo subito pervaso da un senso di fastidio e indignazione a leggere dell’imminente chiusura dell’aeroporto lì vicino, chiusura che avrebbe causato un crollo del turismo e una perdita di valore della sua casa vacanze. Se la regione fosse governata da brave persone come lui, pensò, le cose sarebbero andate diversamente.

Poco dopo l’uomo decise che aveva fame e andò a lavarsi le mani pronto per prepararsi la cena, aprì il rubinetto e attese qualche istante prima di immergere i palmi nell’acqua corrente, aspettando che questa diventasse della stessa temperatura del fango delle miniere di cobalto, scavate da mani esattamente come le sue, ma di un altro tono di colore.

E giorno dopo giorno l’uomo continuò a vivere la sua vita, proprio come il mondo continua a bruciare giusto al di là dell’orizzonte.

Lascia un commento