La mia capra ha preso in ostaggio un alieno

“La mia capra ha preso in ostaggio un alieno!”.

Il Poliziotto Davis guardò il Poliziotto James con la sua tipica espressione: “Eccone un altro. Questo è tutto tuo”.

‘Sarà una lunga serata’, pensò quindi il Poliziotto James. Ora gli sarebbe toccata una lunga discussione con il signor Taylor, mentre l’unica cosa che desiderava in quel momento era aprire la meravigliosa confezione di cookies adocchiata pochi minuti prima nel cucinotto. Invece niente, quando le capre prendono in ostaggio gli alieni, i cookies aspettano. Perché alla Stazione di Polizia di Harrington una denuncia del genere non era una novità: da quando l’autunno precedente erano comparse strane formazioni geometriche nel campo di grano di un paio di agricoltori locali, le segnalazioni sugli alieni avevano toccato un massimo storico.

“Credo che lei voglia dire che un alieno ha preso in ostaggio la sua capra”. Qualche muscolo della fronte del Poliziotto James si alzò, facendo assumere un angolo interrogativo al suo sopracciglio destro “Giusto?”.

Ogni giorno almeno un paio dei 2347 abitanti di Harrington si presentava denunciando un fatto “inspiegabile” (e per inspiegabile si intende la misteriosa perdita di un mestolo o l’inaspettata rottura della lavatrice nuova) attribuito ai fortuitissimi alieni.

“E’ questo che intende, signor Taylor?”. Espressione confusa dietro il rossore da ebbrezza patologica del signor Taylor.

Brontolio.

“E’ sicuro di averla cercata bene? E’ già la terza volta che la perde questo mese, l’ultima delle quali, la sua Louren – (per inciso Lauren è il nome della capra, perché a Harrington tutti gli animali hanno un nome, anche le capre) – era semplicemente alla fontana ad abbeverarsi”. Singhiozzo del sig. Taylor. Altro brontolio  confuso.

“Facciamo così,” il Poliziotto James appoggiò la penna, picchiettando le carte sulla scrivania per pareggiarne gli angoli. “Ora l’accompagno a casa, e domani, quando avrà smaltito un po’ del whisky di stasera, ne riparliamo. Ok?”. Era la scorciatoia più rapida per i cookies.

Ennesimo brontolio singhiozzante, poi il signor Taylor cominciò a inclinarsi sulla sedia. Per fortuna il Poliziotto James si era già alzato, riuscendo ad afferrare il compaesano prima che franasse a terra. E ancora per fortuna, il nostro Poliziotto James era di quegli uomini che si definiscono  “di sana e robusta costituzione”; un tipo atletico insomma, in grado di prendere sottobraccio il meno atletico, ma molto più massiccio, signor Taylor, e di riaccompagnarlo a casa. Che poi distava solamente poche centinaia di metri dalla Stazione di Polizia.

E così il bravo Poliziotto James riaccompagnò il signor Taylor a casa, scaricandolo davanti al portone.

“Eccoci qua. Ora a nanna”. La testa del signor Taylor non ne voleva sapere di stare eretta. Ci vollero un paio di schiaffi per indurlo ad ritrovare quel tanto di lucidità per tirare fuori le chiavi e approcciare il portone. A quel punto il Poliziotto James si sentiva sufficientemente convinto di aver compiuto il suo dovere ed era pronto a tornare presso la Stazione di Polizia con l’unica speranza che il Poliziotto Davis non avesse già finito i cookies.

E invece niente cookies. Perché nel capanno degli attrezzi del signor Taylor giunsero alle attente orecchie del Poliziotto James un rumore di vetri rotti seguito da uno scricchiolio indistinto.

Ora, a Harrington tutti conoscono tutti e il Poliziotto James sapeva che il signor Taylor non aveva figli, non aveva moglie e non aveva animali domestici; capre a parte. Quindi la ferrea logica e lo spiccato intelletto da detective del Poliziotto James gli permisero di capire che qualcosa non stava andando nel verso giusto e dentro quel capanno ci sarebbe potuto essere un ladro, un malintenzionato, o almeno la capra Lauren.

Fortuna volle che nella dotazione ufficiale del Poliziotto di Harrington ci fosse anche una torcia. Questo permise al Poliziotto James di avvicinarsi al capanno incriminato munito di un intenso fascio di luce istituzionale.

Come vuole ogni buona scena che vede un poliziotto approcciare una capanno degli attrezzi sospetto, da solo, di notte, con la sola luce di una torcia, bisogna immaginarsi la porta del suddetto capanno, cigolante e aperta, con in aggiunta un buona dose di scricchiolii, insieme al respiro del nostro buon Poliziotto James farsi un sempre più intenso.

Quello che non ci si aspetta di trovare dentro un capanno, soprattutto il capanno del signor Taylor – o che almeno non si aspettava di trovare il Poliziotto James dentro il capanno del signor Taylor – era la capra Lauren nell’atto di masticare amabilmente la gamba di una piccola mummia. Esatto, una mummia. Tipo di quelle che si vedono esposte nelle teche dei musei egizi, al Cairo o dove diamine si trovano i musei egizi. In realtà non era proprio una mummia. Ad esempio non aveva la tipica carta igienica mezza macera e svolazzante che in genere si pretende da una mummia che si rispetti. Il fatto che il Poliziotto James avesse pensato a un mummia era semplicemente dovuto all’aspetto rinsecchito e cachettico del corpo umanoide che la simpatica Lauren stava masticando. Inoltre non si poteva escludere che Lauren avesse già mangiato tutta la carta igienica macera e svolazzante di cui sopra. In ogni caso, più il Poliziotto James la guardava, più si convinceva che quell’essere non fosse una mummia ma più che altro un… alieno? Nel tumulto di emozioni che passò nella testa del buon Poliziotto James, cercherò di riportare fedelmente e in sequenza cronologica i  i pensieri del Nostro:

  1. “Oh Madre Santa! Un alieno!!!”
  2. “Ohporcavacca, quindi il signor Taylor aveva ragione. La sua capra ha preso in ostaggio un alieno!!!!”.
  3. “Devo stare più attendo a giudicare quello che mi riportano i cittadini, fosse anche da un vecchio ubriacone come il signor Taylor”. Pensiero più razionale e calmo, dovuto al costante sforzo del Poliziotto James di migliorasi il più possibile, sopratutto nelle sue mansioni di Ufficiale delle Forze dell’Ordine.
  4. “Speriamo che Davis non si finisca i cookies”. Pensiero meno professionale e adeguato alla situazione, ma io riporto fedelmente, non giudico la professionalità o appropriatezza dei pensieri.
  5. “Ohcazzoboia si muove!!!”. Ritorno tumultuoso di emozioni e rapido accantonamento dei pensieri  più razionali e poco professionali.

In effetti l’alieno (perché ormai era chiaro che quel coso fosse un alieno e non una mummia) si stava  obiettivamente muovendo. Girando la testa, l’ex-mummia fissò il Poliziotto James con i suoi occhi neri e un po’ bovini, poi spostò lo sguardo sulla capra Lauren che gli stava ancora masticando una gamba imperterrita e infine cercò di spostarsi, trascinandosi sulle braccia, verso una sorta di palla da baseball nera che distava poche decine di centimetri da una delle sue braccia (in apparenza solo due, ma non si può mai essere sicuri con gli alieni). Nei secondi che seguirono la scena fu più o meno questa: l’alieno provava a raggiungere la palla da baseball, si allungava di qualche centimetro e poi veniva riportato indietro dalla capra che non ne voleva sapere di lasciar perdere la sua prelibata gamba. Il Poliziotto James intanto rimaneva immobile, mezzo bloccato dalla paura/stupore, e mezzo indeciso se aiutare la capra o l’alieno.

Per fortuna ci pensò quest’ultimo a risolvere l’impasse. Ad un certo punto, l’alieno sembrò ricordarsi di avere anche poteri speciali, tipo telecinesi o altro, per cui smise quel patetico tira e molla con la capra e, facendosi diventare una delle dita di un tenue colore lilla luminoso, richiamò la palla da baseball verso quella che sembrava la sua mano.

Poi ci fu uno scoppio.

Quando il Poliziotto James riaprì finalmente gli occhi, la prima cosa che vide fu la sua faccia, riflessa nel vetro del microonde del cucinino della stazione di Polizia di Harrington. Capì subito che era il vetro del microonde del cucinino della Stazione di Polizia di Harrington dal momento che ne era un assiduo utilizzatore. E capì subito che era la sua faccia, dal momento che era un assiduo utilizzatore anche di quella.

La seconda cosa che vide fu Lauren, la capra, imperterrita nell’azione di masticare.

Ma masticare cosa?

Il Poliziotto James avrebbe detto: “Masticare la gamba di un alieno nel capanno degli attrezzi del signor Taylor”; ma non erano nel capanno degli attrezzi del signor Taylor, e non c’era nessun alieno.

“Qualsiasi cosa atta ad essere masticata nel perpetuo esercizio di ruminazione assoluta, in quanto masticare rende sani e profumati, permette di mantenere il pelo liscio e pulito, consuma 135 chilocalorie all’ora, migliora la vascolarizzazione dei muscoli dal volto e contrasta l’impietoso scorrere del tempo sulla pelle di una giovane e attraente capra come me”. Avrebbe risposto la capra Lauren, se qualcuno glielo avesse chiesto (ma nessuno chiede mai nulla alle capre).

“Masticare i cookies!!!! Una capra sta masticando i miei cookies!!!”. Avrebbe detto il Poliziotto Davis, se fosse entrato in quel momento nel cucinino della stazione di Polizia di Harrington, come del resto fece.

“I tuoi cookies? Semmai i miei cookies!”. Avrebbe ribattuto il Poliziotto James.

Il dialogo seguente tra il Poliziotto Davis e il Poliziotto James non verrà riportato, perché di poca importanza.

In ogni caso ricordate: se siete mai vi capiterà di fare il poliziotto ad Harrington, non date mai per scontata una denuncia del Signor Taylor, anche se ubriaco; potrebbe avere un valido motivo. E soprattutto, se vedete una capra masticare, anche quella potrebbe avere un valido motivo; magari chiedeteglielo e i vostri muscoli facciali ne trarranno grande beneficio.

In copertina: Paintings Of Sheep – by luqman

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